L'agriturismo "Il Frantoio" è situato a circa 1 Km dal centro abitato di Chiusano di S. Domenico, un paesino della provincia di Avellino, ubicato a circa 700 metri s.l.m. alle pendici occidentali del monte Tuoro (m.1432), la vetta più
orientale del massiccio Terminio - Cervialto del gruppo dei Monti Picentini.
Il paese di Chiusano presenta notevole interesse paesaggistico ed escursionistico: boschi di faggio e di castagno, pianori, diversi rilievi
montuosi (Tuoro, Luceto, Calvarosa),posti panoramici (collina San Domenico), una bella fontana a tre arcate denominata Fontana
Vecchia, la cui parte centrale risale al sec XVII, la sorgente Acqualemma, varie chiese (S.Maria degli Angeli, costruita agli inizi del XVIII
sec.;
Eremo S.Maria della Valle, fondato da S.Guglielmo di Vercelli intorno al 1230;
Chiesa di S.Domenico edificata già nel sec. XVI
sulla collina che domina il paese e che in parte ha inglobato i ruderi di un antico castello longobardo).
Il territorio è particolarmente ricco di fresche e limpide sorgenti
(Pila, S.Agata, Acqualemma, Fontana). Fiorente è l'allevamento di
bestiame (pecore e mucche). Fra i prodotti tipici fanno spicco i formaggi e gli insaccati, i fagioli e le patate del Piano di S.Agata.
Tra i personaggi storici del paese spicca Tiberio Carafa (Chiusano 1669 - Napoli 1742), principe di Chiusano, uomo politico e letterato.
Partecipò alla congiura di Macchia (1701) che innalzò da semplice complotto aristocratico contro il vicerè spagnolo al più alto fine
dell'indipendenza del regno di Napoli, sperando nell'aiuto dell'Austria.
Altro personaggio di rilievo è Carlo Nazzaro, giornalista e scrittore, (Chiusano 1887 - Napoli 1975). Direttore del Roma e condirettore
del Mattino nei suoi articoli dalla limpida prosa spesso parla con nostalgia del suo paese natio.
Monte Luceto
Sulla vetta è stata eretta una croce di ferro portata a mano nel 1933. Il percorso offre costantemente un'ampia veduta
panoramica sul sottostante paese di Chiusano: si possono vedere dall'alto i numerosi paesi sparsi tra i monti del
Partenio da un lato e del Matese dall'altro. Lateralmente, a destra salendo, si trova il monte Calvarosa, pieno di verde,
mentre a sinistra lo sguardo si spinge fino alla Puglia.
Calvarosa
Il percorso è vario: offre squarci panoramici e passaggi attraverso anfratti ombrosi e verdi ovvero tratti rocciosi e brulli. Panoramica è
la vista che offre la Collina di San Domenico, sulla cui vetta sono i ruderi del Castello costituiti da robuste mura di cinta.
Il castello,
risalente al periodo longobardo dominava da una fortissima posizione naturale il vallone S. Marco, verso il lato Sud, e l'abitato
attuale, dal lato opposto. A pochi metri dai ruderi sorge la Chiesa di San Domenico, non ancora completamente ricostruita,
nonostante la particolare importanza artistica e la suggestività del luogo ove sorge. Anche la Ripa offre squarci panoramici
interessanti che in passato hanno indotto la Pro Loco a farne oggetto di una estemporanea di pittura e di allestimento di un riuscito
presepe vivente.
Il Castello
Il castello sorgeva sulla sommità del Monte San Domenico (m 780 s.l.m.).
Aveva funzione difensiva: infatti dominava da una fortissima posizione naturale la retrostante valle S. Marco verso sud e dal lato
opposto la parte alta dell'abitato attuale del paese de cui era possibile accedere al castello attraverso una mulattiera.
Le robuste mura di cinta sono formate da blocchi di pietra cementati da malta; per i materiali e le tecniche di costruzione si
rileva come opera del tardo periodo longorbardo (fine del sec X). Lo fecero erigere feudatari locali.
Dal catalogo dei baroni risulta che nel 1147 il castello era tenuto da Riccado de Clusano. Quando un discendente di questi, di nome Giordano,
morì nel 1278 venne abbandonato in quanto i suoi angusti e scomodi locali mal si prestavano ad ospitare i feudatari,
che edificarono un nuovo più adeguato palazzo ai piedi del monte ove sorgeva, mentre a pochi metri sorse la chiesa di S. Domenico
forse anche utilizzando materiali del castello, di cui non restano che ruderi di recente parzialmente restauri, sulla cui sommità
è stata posta una pedina di legno dalla quale si può vedere tutto intorno un incantevole panorama.
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